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Rivolta fiscale

 

I punti della Rivolta Fiscale


Immigrazione, sicurezza e ordine pubblico, aumento delle imposte e del costo dei servizi sono solo alcuni dei problemi di fronte ai quali ci sentiamo impotenti. Se poi un ministro del Governo Prodi dichiara che “le tasse sono una cosa bellissima” ci sentiamo anche presi in giro! Ormai, siamo disarmati di fronte alle scelte di un Governo che non aiuta i cittadini che lavorano e che continua a premiare le fasce improduttive della società. La “Rivolta Fiscale” proposta dalla Lega Nord si pone l’obiettivo di fornire degli strumenti che ci consentano di reagire all’insopportabile invadenza dello Stato nelle nostra vita quotidiana. La “Rivolta Fiscale” ci permetterà di esprimere, senza incorrere nelle sanzioni eventualmente previste dalla Legge, la nostra viva protesta contro un Governo che ha fatto del fisco e della spropositata pressione fiscale la sua regola di comportamento.
Ancora una volta, solo la Lega Nord è dalla parte dei cittadini e dei Padani!

Di seguito la sintesi dei punti della Rivolta Fiscale proposti dalla Lega Nord.  Scarica il documento completo.


1 - Otto per mille. Nella dichiarazione dei redditi destiniamo l'otto per mille in favore della Chiesa cattolica o delle altre istituzioni religiose per evitare che l’importo equivalente rimanga allo Stato.
2 - Undici denari. Nel caso di omesso versamento di tasse fino a 11 euro, compresi sanzioni ed interessi, lo Stato, per Legge, non recupera questa somma.
3 - Studi di settore. C’è la possibilità di non adeguarsi agli studi di settore, come modificati dal Governo Prodi, in caso di completo discostamento rispetto al proprio reddito conseguito. La semplice esistenza di un meccanismo di questa natura, che stabilisce a priori in modo preventivo quanto una categoria economica debba produrre come ricavato, è già di per sé lesivo delle libertà delle singole imprese ed indicativo della mancanza di fiducia da parte dello Stato verso il vasto mondo del cosiddetto lavoro autonomo.
4 - Non gioco più. Asteniamoci dall'acquisto di biglietti delle varie lotterie dello Stato, come il Lotto, il Superenalotto i Gratta e Vinci e dall'utilizzo di macchinette mangia-soldi. Nel 2006 le spese per il gioco da parte degli italiani sono state pari a 38,5 miliardi di euro. L'astensione dal gioco consentirà anche una salvaguardia dei risparmi delle nostre famiglie.
5 - Versare alle Regioni. Lo Stato non sanziona chi - sbagliando involontariamente - in sede di dichiarazione dei redditi versa i propri tributi alle Regioni o agli Enti Locali e non allo Stato.
6 - Abolizione del sostituto di imposta. In passato la Lega Nord aveva presentato un referendum per abrogare il sostituto d'imposta, cioè che ai lavoratori dipendenti fossero prelevati alla fonte i propri tributi mese per mese. Il referendum venne giudicato inammissibile dalla Corte Costituzionale (1995), in quanto riguardava una materia tributaria. A breve la Lega Nord depositerà in Parlamento una Proposta di Legge di iniziativa popolare in modo che anche il lavoratore dipendente possa ricevere una busta paga al lordo dei propri tributi.
7 - Bot e Cct. Asteniamoci dall'acquisto di titoli di Stato. Uno Stato che è capace solo di aumentare la spesa pubblica e fare investimenti improduttivi.
8 - Bor - Buoni Ordinari Regionali. Acquistiamo i buoni ordinari emessi dalle Regioni. Questo consentirà alle comunità locali di autofinanziarsi le proprie infrastrutture. Mai più un euro per la Salerno-Reggio Calabria, ma soldi per la Pedemontana e il passante di Mestre.
9 - Vademecum del cittadino. Utili indicazioni per pagare tasse giuste. Esistono innumerevoli accorgimenti per scaricare spese che quotidianamente i cittadini sostengono. Se iniziassimo ad applicare concretamente questi strumenti a nostra disposizione una grossa parte dei nostri soldi rimarrebbero nelle famiglie Padane.
10 - Vademecum dell'amministratore. Utili indicazioni agli amministratori degli Enti Locali per trattenere risorse finanziarie a vantaggio dei propri Comuni.
11 - Non acquistiamo più prodotti dalle aziende dello Stato ma scegliamo soluzioni alternative. Cambiamo le destinazioni dei nostri consumi. Non compriamo carburante dall'Agip, energia elettrica dall'Enel, biglietti o prodotti dallo Stato. Scegliamo prodotti del settore privato che rischia del proprio e produce e non quelli dello Stato che sa solo mantenere in vita sacche improduttive e clientelari.
12 – Alitalia. Non acquistiamo più biglietti Alitalia preferendo vettori alternativi. La questione Alitalia è strettamente legata allo sviluppo dell’aeroporto di Malpensa. In realtà si tratta di un problema che tocca lo sviluppo della parte più produttiva del Paese e che può avere forti ripercussioni sociali, oltre che minare la competitività di tutto il sistemA aeroportuale del Nord.