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Gli stranieri devono scontare eventuali condanne a casa loro

Presto si potrà far scontare la condanna di un cittadino di un altro Stato membro dell'Unione europea nel Paese d'origine anche senza il consenso dell'interessato, attualmente obbligatorio per legge. E' quanto prevede l'emendamento alla legge comunitaria presentato oggi in commissione Politiche europee (volto ad anticipare il conferimento della delega per l'attuazione della decisione quadro dell'Ue 2008/909/GAI di tre mesi fa), che consentirà l'adozione del decreto legislativo relativo all'applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle sentenze penali, senza dover attendere l'entrata in vigore della comunitaria 2009, che presumibilmente non avverrà prima dell'inizio del prossimo anno. «Si tratta - spiega il senatore Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Politiche europee - di un provvedimento che può costituire un ottimo deterrente per chi viene a delinquere nel nostro Paese contando su un sistema carcerario decisamente meno "duro" rispetto a quello dei Paesi di provenienza. Ogni Stato dell'Unione potrà far scontare nello Stato di cittadinanza del condannato la pena inflitta dalla propria autorità giudiziaria, così che Paesi ad alto tasso di immigrazione comunitaria come l'Italia vedranno alleggerirsi il peso dell'esecuzione delle sentenze emesse, secondo un modello già sperimentato su base bilaterale e prescindendo in varie ipotesi dallo stesso consenso della persona trasferita. Quella di Bruxelles è una decisione quadro che dovrà essere recepita obbligatoriamente da tutti Paesi membri dell'Ue entro il 5 dicembre 2011. Ma per quanto ci riguarda la situazione d'emergenza che si è creata con le bande di delinquenti calate in Italia dai Paesi dell'Est, ha consigliato di accelerare i tempi. Pochi mesi e saremo pronti. Poi bisognerà solo attendere il recepimento della norma da parte degli altri Paesi europei, per rispettare il principio della reciprocità. Nell'interesse comune - conclude Pittoni - in particolare dalla Romania, invece delle assurde accuse di xenofobia, ci aspettiamo fattiva collaborazione per rendere operativo l'accordo in tempi brevi».

(25/02/2009)

 

 

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