Riforme: Lega, referendum abrogativi anche su leggi tributarie e trattati

Roma, 2 giu. - Gli italiani devono poter raccogliere le firme e votare per i referendum abrogativi di leggi tributarie e trattati internazionali, come quello che ha portato l'Italia nell'Euro. Lo chiede la Lega, attraverso una proposta di legge costituzionale per la modifica dell'articolo 75 della Carta, che disciplina l'istituto referendario.

Una modifica "impellente e non piu' procrastinabile", spiega il primo firmatario della proposta, Giancarlo Giorgetti, presidente della Commissione speciale della Camera per l'esame degli atti del governo, per cancellare dalla Costituzione quei "limiti che impediscono al popolo di essere direttamente coinvolto in materia tributaria e sui trattati internazionali".

"Se questo non avvenisse, e soprattutto se si tentasse di fermare questa riforma adducendo motivazioni che fondano la loro ragione d'essere sull'incapacita' del popolo di decidere per il meglio, ci troveremmo dinanzi a una palese violazione del principio democratico sul quale si fondano i princi'pi fondamentali della nostra stessa Costituzione", sottolinea l'esponente del Carroccio.
"Non vi puo' essere una vera democrazia -insiste Giorgetti- senza che il popolo sia effettivamente partecipe delle sorti del proprio Paese. Se e' vero da un lato, che negli altri Paesi europei, Svizzera e Irlanda escluse, il ricorso al referendum e' raro ed estremamente restrittivo, dall'altro lato e' inopinabile come su tematiche di rilevante importanza il popolo e' sempre stato chiamato a esprimersi direttamente: ben 20 Paesi su 27 hanno tenuto almeno un referendum su tematiche come i trattati europei, l'entrata nella Comunita' europea o l'entrata nelll'euro".

Nel mirino della Lega c'e' anche il fiscal compact, "un atto che condiziona e condizionera' profondamente tutte le future scelte di bilancio e, quindi, di azione politica del nostro Paese da oggi in poi. E', di fatto, una remissione pesantissima e irrevocabile di sovranita' a favore di organismi europei la cui legittimazione e' del tutto discutibile", rileva Giorgetti.

Lo stesso discorso, secondo il Carroccio, vale per l'European stabilily mechanism (Esm),: "un fondo in cui noi versiamo dei nostri cittadini, ma che sara' governato da un consiglio di governatori non eletti, che godranno della massima immunita' in tutte le loro decisioni e azioni. Persone intoccabili che decideranno la nostra spesa pensionistica, i costi del nostro sistema sanitario e la spesa per la scuola. Il governo, se vorra' adempiere agli obblighi europei, si vedra' costretto a vessare i cittadini con un'imposizione fiscale spregiudicata. Questa non e' fantascienza ma e' realta' e gli effetti sono gia' ampiamente visibili e concreti", conclude Giorgetti.

 

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