Migranti: Rondini (LN), su chiusura Cara di Mineo prevale logica di partito a buonsenso

Roma, 4 ott. - “Il caso di Cara di Mineo rappresenta l’emblema della politica del malaffare di questo governo sul fenomeno migratorio, cresciuta all’ombra del politicamente corretto. Un governo che è diventato lo strumento attraverso il quale si cerca di accelerare il processo di decomposizione dei nessi che tenevano insieme le nostre comunità. Così, attraverso un lavaggio del cervello dell’opinione pubblica, si vuole indurre i cittadini ad arrendersi di fronte ad un destino annunciato. Un bombardamento che punta sul dovere di accogliere e sul concetto di immigrato inteso come risorsa.  Ricchezza che però finisce sempre più sulle prime pagine della cronaca nera dei giornali e ad ingrossare la popolazione carceraria. Una furia ideologica che ha reso cieco il governo e che causerà danni inimmaginabili di ordine pubblico minando la coesione sociale e la convivenza civile con crescenti  tensioni sociali come già accade nell’Europa che ha già provato fallimentari modelli d’integrazione. La nostra mozione chiedeva impegni chiari: l’attivazione di iniziative a livello internazionale per istituire nei paesi di origine appositi centri per l’ accoglienza, rafforzamento delle azioni di respingimento previste sia dal nostro ordinamento che da  quello comunitario e reintroduzione del reato di clandestinità. Anche questa volta però la maggioranza ha preferito non voler guardare la realtà e il politicamente corretto è diventato la foglia di fico dietro la quale nascondere la vergogna del business dell’accoglienza”.
 
Così il deputato della Lega Nord Marco Rondini vicepresidente della commissione affari sociali nel suo intervento sulle mozioni riguardati il Cara di Mineo

 

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